martedì 8 novembre 2011

Adieu Loulou

Ci vuole un po' di follia. Per vivere, per essere eleganti, per diventare una musa. Ci vuole un po' di follia. Per cambiare la moda, per entrare allo Studio 54, per essere la prescelta di un genio. È morta nel nord della Francia, sabato 5 novembre, Loulou de la Falaise, la folle, mitica musa di Yves Saint Laurent. Aveva 64 anni e soffriva da tempo di una malattia di cui non è stato rivelato il nome.
Aristocratica e anarchica. Borghese e zingara. Tutto e il contrario di tutto, la sua vita è un ossimoro di stile, un incidente tra epoche, culture e nevrosi che Saint Laurent, il più grande stilista del Novecento, ha trasformato in abiti ed eleganza.
Loulou nasce in Inghilterra nel 1947, figlia del conte francese Alain de la Falaise e della modella inglese Maxime Birley. Il liceo le va stretto come un abito troppo attillato e viene espulsa da tre scuole per insubordinazione.
Viaggia in continuazione. A New York conosce Diana Vreeland, leggendario direttore di Vogue, che la vuole come modella. A Londra incontra Yves Saint Laurent. È un colpo di fulmine, ma non è ancora il momento giusto. Torna a Manhattan, balla allo Studio 54, lavora con lo stilista del momento, Halston.
Nel 1972 incontra di nuovo Saint Laurent e questa volta non si lasciano più. Per più di vent'anni, crea gioielli per la maison. Insieme a Betty Catroux, poi, compone una trimurti di stile destinata a cambiare la moda. Betty è la notte, le droghe, la depressione, il lato oscuro del genio. Loulou il giorno, l'atelier, i bozzetti, le creazioni meravigliose, i colori, l'entusiasmo. Le due accompagnano Yves ovunque: a Parigi, a Marrakesch, a New York, dappertutto.
Nel '77 Loulou, divorziata dal primo marito, si risposa con Thaddeus Klossowski, figlio del pittore Balthus: anche il suo matrimonio è un po' folle, si tratta di una relazione senza convenzioni, come la moda di Saint Laurent. Ognuno è libero, l'amore è totale, le convenzioni sono cuciture sbagliate. Meglio un taglio di forbici al pregiudizio e alla tradizione. Per ogni cosa, si ricomincia sempre da capo. Come nel 2002, quando il maestro lascia la moda e Loulou decide di mettersi in proprio, creando una linea a suo nome.
Nell'ultimo decennio diventa consulente di Oscar de la Renta. Ma la sua ultima, toccante apparizione è in "L'amor fou", il docu-film sulla vendita della collezione d'arte di Saint Laurent e Pierre Bergé. In una scena, Loulou ricorda "la bellezza dei bozzetti creati in una notte di follia e di disperazione. Migliaia di figurini così favolosi da costringerti alle lacrime". La musa, infatti, è il bicchiere mezzo pieno del genio. L'esempio vivente di stile e di glamour che serve a ogni creatore per dar corpo ai suoi sogni di moda.
Di Simone Marchetti, da D.

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