mercoledì 2 maggio 2012

Fashion crimes

C’è una sottile linea che oggigiorno divide la moda dai suoi crimini. Il confine è sempre più personale e soggettivo, ma di certe cose è bene parlarne, così da avvisare le più ingenue e far sì che evitino alcune cadute di stile.
Ad esempio, le calze color carne, che provocano quell’effetto denominato “nonna”, devono essere bandite dai vostri cassetti, almeno finché un audace e coraggioso stilista non le riproponga come must stagionale, ma speriamo che quel momento non arrivi tanto alla svelta. Che dire poi del tacco, se così può essere chiamato, che non va oltre gli 8 cm? E qui la comodità non può essere usata come scusa, perché l’immancabile plateau permette di passare l’intera nottata ballando, senza soffrire in modo esagerato.
Non vorrei nemmeno soffermarmi a parlare del perizoma in vista (magari con tatuaggio enorme ad incorniciarlo) dovuto ai pantaloni a vita esageratamente bassa: spero che oggi sia ricordato come una leggenda metropolitana.
Negli ultimi anni, gli stilisti si sono maggiormente impegnati per ridare alla donna una carica di pudore in modo da ricreare la femminilità tipica degli anni ’50. La vita si è alzata, gli orli allungati e il trucco attenuato.
E’ chiaro che la classe e il portamento sono innati, ma con qualche piccolo accorgimento e consiglio, ognuna di noi può creare uno stile interessante. E se ciò ancora risulta difficile… rivolgetevi ad un’amica con l’istinto della personal shopper.


Da MiniMag Maggio '12


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